Google +4.7% siti mobile-friendly dopo il Mobilegeddon

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Il 21 Aprile è stato il giorno del Mobilegeddon, il giorno in cui Google ha iniziato il roll-out del tanto temuto aggiornamento che premia i siti con un design compatibile con il mondo mobile a sfavore di quelli che non hanno ancora ottimizzato il proprio layout per la navigazione da smartphone.

Erano e sono tutt’ora in molti a credere che questo aggiornamento avrà un fortissimo impatto sui risultati delle ricerche derivanti da interrogazioni provenienti da uno smartphone. D’altra parte lo stesso Google aveva annunciato l’introduzione di questo aggiornamento dell’algoritmo in modo del tutto inaspettato. Di solito Google non rende note le variazioni che apporta al proprio motore.

In altre parole Google ha fortemente spinto editori, fornitori di servizi ed in generale chiunque possieda un sito web, ad aggiornare i propri siti per renderli compatibili con la navigazione da smartphone – mobile-friendly.

Nello stesso giorno dell’inizio del roll-out, Google, con un breve post, rende note alcune statistiche sui risultati ottenuti dalla forte spinta esercitata verso la migrazione ad un design mobile-friendly.

“In appena 2 mesi dal momento in cui abbiamo annunciato i cambiamenti al nostro algoritmo” dice Google “abbiamo osservato una variazione del 4.7% nel numero dei siti mobile-friendly e speriamo di vedere una crescita maggiore nei prossimi mesi”

In molti fra gli specialisti del SEO, ovvero coloro i quali ottimizzano i siti affinché ottengano la migliore posizione nei risultati di ricerca, si aspettavano numeri molto più grandi. Un 4.7% di nuovi siti mobile-friendly non è apparentemente un risultato da record, ma è anche vero che le statistiche di Google si riferiscono ad un gigantesco numero di siti web molti dei quali non sono più attivi o mantenuti dai proprietari ma che Google continua ad indicizzare. È dunque possibile che la percentuale di siti attivi che hanno effettuato un aggiornamento nella direzione della compatibilità con il mobile sia molto più alto.

“La mancanza di un’interfaccia compatibile con le periferiche mobile è un problema per gli editori” dice Google “i visitatori abbandanano i siti web che non sono mobile-friendly con una frequenza più alta. Le statistiche dicono che un 74% degli utenti sono più invogliati a ritornare su siti mobile-friendly”

e prosegue:

“Questo è il motivo perché abbiamo incoraggiato i webmaster a creare siti che evitano il problema del testo piccolo e delle interfacce non ottimizzate in modo da fornire agli utenti una grande esperienza di navigazione delle pagine”

In realtà gli analisti intravedono in questa mossa di Google una motivazione economica oltre che di puro interesse nell’usabilità dei siti internet. Secondo una ricerca recentemente pubblicata da eMarketer Google fino alla metà del 2013 gestiva più del 50% del mercato mobile in investimenti pubblicitari, nel 2014 però la percentuale scendeva fino al 46.8% mentre quella di Facebook cresceva dal 5.4% del 2012 fino al 21.7% del 2014.

Se questi sono i dati, appare evidente che Google che non gestisce una piattaforma proprietaria per l’erogazione dei servizi, come nel caso di Facebook, ma che eroga le sue campagne pubblicitarie su siti di terze parti, deve assolutamente spingere affinché questi siti siano compatibili con la crescente domanda pubblicitaria rivolta al mobile.