Mark Zuckerberg al Senato Usa: “Risolveremo i problemi”

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Mark Zuckerberg, dopo essersi difeso dal datagate tramite la propria bacheca su Facebook, si è presentato oggi davanti al Senato degli USA per dare la sua versione in merito al ciclone Cambridge Analytica che lo ha travolto in queste settimane. Negli ultimi giorni il social network ha sospeso alcune società che pare prelevassero i dati degli utenti per poi rivederli a terzi, ma la strada è ancora lunga. “Facebook è una compagnia ottimista e idealista – le parole di Zuckerberg riportate da Repubblica.it – . Per gran parte della nostra esistenza, ci siamo concentrati sul bene che si può portare connettendo le persone […]. Ma ora è chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti venissero usati anche per fare danni. Ciò vale per fake news, per le interferenze straniere nelle elezioni e i discorsi di incitamento all’odio, così come per la privacy. Non avevamo una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace. Ho creato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di ciò che accade qui”.

Ad incalzare il numero uno della società Palo Alto sono stati 44 senatori, sia democratici sia repubblicani, che in sostanza gli hanno chiesto come sia possibile che 87 milioni di utenti abbiano visto i loro dati finire nelle mani di Cambridge Analytica. “Non dobbiamo solo costruire strumenti, ma anche assicurarci che vengano usati bene. Sappiamo che Cambridge Analytica potrebbero aver raggiunto 87 milioni di persone – ha replicato l’ad di Facebook – . Ci vorrà del tempo ma andremo fino in fondo e ci assicureremo che non accada con altre app”. “La pubblicità non avrà mai la priorità, almeno finché ci sarò al comando. Questi problemi vanno risolti”, ha aggiunto Zuckerberg.