Twitter sotto attacco: rubati 32 milioni di account

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Twitter - password rubate

Twitter sarebbe finito nella rete degli hacker, che avrebbero messo le mani nientemeno che su 32 milioni di account. Si tratta di una notizia che giunge ad un mese esatto da quella secondo cui tra il 2012 e il 2013 centinaia di milioni di utenti LinkedIn e MySpace sarebbero stato oggetto di furto dei propri dati sensibili, poi rivenduti nel mercato nero del Web. Qualcosa di simile, dunque, sarebbe accaduto anche per il microblogging più utilizzato al mondo, strumento ormai indispensabile per chi fa informazione.

Pare, infatti, che un hacker russo noto con il nome di Tessa88 abbia affermato martedì scorso di aver ottenuto una lista con email, utenti e password di ben 379 milioni di account Twitter. Una cifra pazzesca, che, come riferisce ‘ZDNet’ è stata però smentita il giorno dopo. ‘LeakedSource’, infatti, ieri ha precisato che gli account hackerati sarebbero in realtà “solo” 32,8 milioni. Si tratta comunque di una percentuale molto alta, ossia il 10% degli utenti attivi sul microblogging. Tra questi 32 milioni di utenti ‘bucati’ ce ne sarebbero anche tanti italiani e la regia dovrebbe essere per giunta la stessa che ha perpetrato il furto di dati ai danni di LinkedIn e MySpace.

Twitter: ipotesi alternativa per il furto di dati

Tessa88, secondo quanto riferisce ancora ZDNet, starebbe vendendo il database con i dati rubati nel mercato nero al costo di 10 bitcoin, un totale di 6 mila dollari. ‘LeakedSource’ fa invece un’altra ipotesi su quanto accaduto: è probabile, infatti, che non sia stato violato il database di Twitter, bensì che siano stati infettati da malware i browser Chrome e Firefox di milioni di utenti, dai quali poi sarebbero stati estrapolati i dati di accesso a diversi servizi Web, tra cui anche Twitter. La maggior parte degli account bucati, a quanto pare, sarebbero russi, ma ci sarebbero anche 60mila utenti italiani con caselle ‘Libero.it’ e 48mila utenti ‘Hotmail.it’. Tra gli altri account violati ci sono anche: ‘mail.ru’ (5 milioni), ‘yahoo.com’ (4,7 milioni), ‘hotmail.com’ (4,5 milioni) e ‘gmail.com’ (3,3 milioni).