L’export è il futuro dell’e-commerce italiano

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Nel 2001 approda in Italia un sito di vendite e aste online destinato a cambiare l’idea stessa di shopping: si tratta di eBay, precursore di una modalità di acquisto che con il passare degli anni sta affiancando e spesso rimpiazzando quella tradizionale. Nel 2005 arriva Monclick, italianissimo sito web di e-commerce dedicato alla tecnologia, mentre l’anno seguente fa il suo esordio Boohoo, shop di moda fondato nel Regno Unito; il 2013 è l’anno di Livingo.it, portale di home living che dalla Germania ha conquistato tutta l’Europa.

Questi sono solo alcuni degli esempi che permettono di capire come il commercio elettronico abbia trasformato, nel giro di pochissimi anni, i settori più disparati. Da questa brevissima analisi, emerge anche un altro aspetto di significativa importanza: la relativa facilità con cui i siti web di e-commerce riescono ad affermarsi a livello internazionale. Ancora oggi, infatti, l’export continua a rappresentare un elemento centrale del commercio elettronico. Le tecnologie sempre più innovative, nello specifico, hanno determinato una rivoluzione nella vita quotidiana dei consumatori e dei commercianti, favorendo da una parte nuovi comportamenti e dall’altra nuove idee di business.

La nuova sfida, oggi, sembra essere proprio quella dell’esportazione: il futuro delle imprese italiane che operano nel commercio elettronico, dunque, è l’espansione sui mercati globali. A questo proposito, è impossibile non sottolineare l’importanza della comunicazione tra gli utenti: il parere di altri acquirenti, infatti, influenza in maniera determinante le scelte dei consumatori. Ciò si amplifica ulteriormente quando si opera a livello internazionale, in quanto si ha la possibilità di confrontarsi con esperienze e standard qualitativi molto diversi da quelli italiani. Le piattaforme commerciali del futuro, perciò, devono saper integrare lo spazio dedicato agli acquisti con uno spazio riservato agli utenti: opinioni, recensioni e approfondimenti costituiscono un elemento chiave nell’ambito dell’e-commerce e, in particolar modo, dell’esportazione tramite canali digitali.

Già nel 2017, le esportazioni digitali italiane sono aumentate di oltre il 20% con picchi nei settori del turismo e dell’abbigliamento. Nonostante ciò, permane il gap tra gli acquisti degli utenti italiani su siti stranieri, pari a 6 miliardi di euro, e quelli degli stranieri su siti italiani, circa 3,5 miliardi di euro. Gli investimenti delle aziende italiane attive nell’e-commerce, in conclusione, devono avere come principale obiettivo quello di consolidare la presenza sui mercati internazionali, valorizzando eccellenze come il cibo e la moda.