ARM DynamIQ, nuova architettura per processori avanzati nel machine learning

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Dopo il recente annuncio di AMD relativo alla nuovissima serie Ryzen, costituita da processori di alta capacità in grado di cambiare le carte in tavola per il multimedia, è il turno di ARM: la casa britannica ha appena reso nota la nuova architettura ARM DynamIQ multicore, l’erede di big.LITTLE, studiata per realizzare un sistema power saving associando a processori più lenti ed economici in termini di energia (LITTLE) quelli più potenti e dispendiosi (big).

ARM DynamIQ è un’architettura capace di offrire all’utente livelli di flessibilità mai sperimentati prima d’ora nel mondo del computing, potendo combinare più core a seconda delle prestazioni desiderate e dei compiti svolti, permettendo una calibrazione precisa (ed appunto “dinamica”, come il nome del progetto suggerisce) di consumi e prestazioni finali.

Dobbiamo ricordare, a questo proposito, che il predecessore big.LITTLE è un’architettura relativamente nuova, che risale al 2011 e permette di abbinare core più evoluti (ad esempio 4, in un’architettura octa-core) a chip di capacità inferiore (altri 4, nel nostro esempio), più portati ad operazioni leggere e di routine. ARM DynamIQ consentirebbe invece una scalabilità superiore, con configurazioni molto flessibili (ad esempio: 1 + 3 o 2 + 4, per 4 e 6 core) in modo da scegliere come orientare ogni core.

ARM DynamIQ: come le nuove architetture dei chipset cambieranno l’intelligenza artificiale

L’impatto maggiore di questa rivoluzione verrà sperimentato particolarmente nell’ambito della robotica, domotica e intelligenza artificiale in generale. Questo grazie al minuzioso lavoro di ARM, che ha migliorato i fattori di memoria condivisa tra i core e la velocità con cui i software dedicati ai task riescono ad effettuare uno switch, permettendo di risparmiare inoltre quanta più energia possibile aiutando l’architettura processore ad essere più mirata.

Non mancano le istruzioni apposite per le AI e il machine learning, che apriranno le porte alla rivoluzione tanto attesa da ARM e che si concretizzerà in un aumento delle performance delle intelligenze artificiali di circa 50 volte rispetto alle configurazioni attuali con Cortex-A73.

Scopriremo quindi presto se ARM avrà parte nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale e alle performance hardware del futuro, oppure se dovrà cedere il passo a IBM, un colosso che guarda sempre più da vicino a cloud, big data e capacità cognitive della Rete.