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Facebook: Safety Check attivato per attentato esplosivo bufala

Facebook: Safety Check attivato per attentato esplosivo bufala
Facebook: Safety Check attivato per attentato esplosivo bufala

Il Safety Check di Facebook attivato per errore: a Bangkok non c’è stato alcun attentato dinamitardo, solo l’esplosione di qualche petardo. Anche il social network più cliccato al mondo è finito vittima di una delle tante bufale 2.0 che hanno costellato la Rete nel 2016. A ricostruire la vicenda è stato il debunker italiano David Puente, che sottolinea come il 27 dicembre scorso, Facebook abbia attivato il modulo Safety Check per gli abitanti di Bangkok. Si tratta di quella funzione che consente di comunicare ad amici e parenti di stare bene in occasione di calamità naturali o attentati.

L’allerta è stato lanciato dal social network per una presunta esplosione avvenuta appunto a Bangkok. Peccato, però, che nella capitale della Thailandia non sia successo praticamente niente. Il modulo Safety Check, che si attiva tramite un particolare algoritmo, ha fatto sostanzialmente cilecca, facendo riferimento ad alcuni post farlocchi e siti di fake news che hanno riportato notizie non veritiere. L’unico evento accaduto a Bangkok in quelle ore, è stata l’iniziativa di un uomo che per protesta è salito sul tetto della sede del governo thailandese facendo esplodere dei petardi.

Facebook: ma non era guerra alle bufale?

Insomma, nessun attentato dinamitardo, se non una manifestazione un po’ scoppiettante. Unendo i post e alcune notizie pubblicate in Rete, dunque, Facebook ha fatto scattare il modulo Safety check per una bufala, senza verificare se effettivamente in Thailandia fosse in corso un attacco terroristico. Il social network, ha tra l’altro tradotto male una parola nella lingua locale che può significare sia “bomba” sia “forte rumore”. Curiosamente, il fatto è accaduto proprio nei giorni in cui Facebook dichiara guerra alle bufale online tramite un algoritmo ancora più potente nell’individuazione delle fake news. A Mark Zuckerberg non resta che correre ai ripari ed evitare che eventi del genere si ripetano in futuro.

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@mradaelli1

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