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#Petaloso e la solidarietà su Twitter, ne parlala anche BBC

#Petaloso e la solidarietà su Twitter, ne parlala anche BBC
#Petaloso e la solidarietà su Twitter, ne parlala anche BBC

petaloso

#Petaloso, è questa la parola che ha letteralmente scatenato il popolo di Twitter, sempre pronto ad accogliere le novità lessicali con l’uso degli hashtag, anche tra i più creativi, costruiti ad hoc per sostenere un pensiero, un opinione condivisa, una persona, un programma televisivo o un film al cinema e quant’altro si possa immaginare. Con gli hashtag di tendenze di Twitter si può praticamente comunicare con chiunque sia iscritto al social network dando vita ad un mega stratosferico passaparola.

Ecco allora che mettendo insieme elementi come un esercito di retwittatori e una storia carina e tenera come quella del piccolo Matteo di otto anni che inventa una nuova parola, succede che #petaloso non solo esplode con una potenza comunicativa inimmaginabile su Twitter, ma viene esportata in ogni luogo sociale, tra i salotti di casa, compresi quelli dei politici o dei manager di successo, o quelli televisivi,  e non si può smettere di parlare di quanto un fiore possa essere petaloso e del potere che i social network hanno sulla nostra vita quotidiana.

La storia della nuova parola #petalaso, inventata dal piccolo Matteo, è riuscita addirittura a varcare i confini italiani, tanto che anche la stampa estera si è interessata alla vicenda e ha raccontato di come sia nata la parola che ha scatenato in un solo giorno, non solo il popolo di Twitter, ma di tutto il Bel Paese. Tra i vari giornali stranieri a riportare la notizia compare anche “Le Monde” e la “BBC”.

A sostegno della nuova parola e di Matteo, sono intervenuti praticamente tutti, a partire dal Primo Ministro. Matteo Renzi ha infatti usato petaloso sia scrivendola su Twitter che usandola in un suo discorso pubblico. Anche grandi marchi come Fiat, Melegatti, Peugeot, Campari, Interflora e tanti altri si sono lasciati coinvolgere dalla nuova tendenza su Twitter, post prontamente condivisi dal profilo ufficiale Twitter dell’Accademia della Crusca. E se qualcuno ha storto il naso, considerando tutta questa storia una esagerazione, c’è chi invece, armato di fantasia, ne trae spunto e si inventa un nuovo vocabolo: oggi al secondo posto nelle tendenze Twitter si trova infatti l’hashtag #accademiaaggiungiquesta.

Per chi non conoscesse ancora la storia di #Petaloso:

Tutto nasce da un compito assegnato dalla maestra Margherita Aurora che invita i suoi alunni a descrivere un fiore. Il piccolo Matteo con la sua innocenza se ne esce descrivendo le margherite petalose, un errore che la maestra corregge perché la parola non esiste, anche se davvero bella. Incuriosita e divertita, decide di scrivere all’Accademia della Crusca per una valutazione, e la Crusca risponde: “Caro Matteo – scrive Maria Cristina Torchia, della redazione Consulenza linguistica della Crusca – la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano”. Ma ciò che per davvero fa diventare una nuova parola un vocabolo della lingua italiana da inserire nel vocabolario, è l’uso comune, scritto e parlato di tale parola. Ed è qui che la solidarietà delle persone si è rivelata eccezionale, dando merito al piccolo inventore usando la parola petaloso, con frasi carine o anche versi, così che petaloso diventi di diritto una nuova parola della lingua italiana.

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@munacella

È solo nel buio della notte che si scorgono le stelle più belle e luminose. Scrivo perché non so fare a meno delle mie passioni. Sono un articolista freelance ma sono anche molto di più.

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