Solcer House la casa che produce energia oltre i suoi consumi

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SolcerHouse

Poco più di due settimane fa dall’Olanda la notizia della macchina a celle fotovoltaiche, Stella Lux, da sola in grado di generare energia più di quanto ne possa consumare. Di pochi giorni, invece, l’annuncio dalla Gran Bretagna della prima casa green, la Solcer House, costruita seguendo lo stesso concept.

Oltre ad una “Energy positive family car” olandese, ecco adesso una “Energy positive family house” stavolta però dal Galles. L’idea viene infatti dai ricercatori della Welsh School of Architecture di Cardiff che hanno progettato la Solcer House facendo in modo, non solo di abbattere i costi di energia, visto che è la casa da sola a produrla attraverso pannelli fotovoltaici, ma anche che sia l’abitazione stessa a creare profitto.

Sì, perché la Solcer House oltre a produrre energia sfruttando i raggi solari, soprattutto nella bella stagione, mette da parte quella in eccesso immagazzinandola in speciali batterie. In questo modo, nei mesi in cui l’impianto fotovoltaico non riesce a produrre sufficiente energia a causa della scarsa luce, la casa attinge dalla riserva, generata nei mesi precedenti. Senza contare che essendo comunque allacciata alla rete elettrica, ognuno, a seconda delle necessità, può decidere di vendere alla compagnia la parte rimanente, garantendosi, perciò, una fonte di guadagno assicurata.

Tra le altre caratteristiche peculiari di questa casa ci sono gli alti livelli di isolamento termico, per evitare perdite d’aria e il design innovativo fatto apposta per il risparmio energetico che comprende cemento a basso contenuto di carbonio, doppi vetri in alluminio con finestre e porte rivestite in legno.

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Il prototipo esiste già ed è stato realizzato in sole 16 settimane con un costo di 125 mila sterline, il corrispettivo di circa 180 mila euro. Si trova presso la Welsh School of Architecture presso il centro studi di Cardiff che le ha dato vita, dove i ricercatori verificheranno le sue funzionalità, monitorandone gli sviluppi. La speranza è che il progetto risulti vincente anche a lungo termine per essere esteso anche nel resto della Gran Bretagna. Chissà, magari arriverà anche in Italia!