Uber acquista le mappe di Bing e assume 100 impiegati

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Uber, nonostante i divieti incassati da molti paesi e le grane giudiziarie che stanno rapidamente interessando il servizio, non ultimo l’arresto di due dirigenti in Francia, non ha nessuna intenzione di rallentare il suo percorso di crescita.

Secondo quanto riportato da TechCrunch, la multinazionale del trasporto è in procinto di acquistare parte degli asset del servizio mappe di Bing inclusi 100 impiegati specializzati nella raccolta dati sulle immagini.

La transazione è stata confermata ai giornalisti di TechCrunch ma non sono state fornite indicazioni sul valore economico e sui termini che definiscono l’accordo.

Sicuramente il trasferimento di 100 ingegneri dagli uffici di Microsoft a quelli di Uber indica la chiara volontà, da parte del colosso dei trasporti, di volere investire su un proprio lavoro di mappatura del territorio. D’altra parte Uber basa buona parte del proprio business proprio sull’uso delle mappe, quindi appare ovvio che voglia investire in questo settore.

Gli ingegneri che passeranno da Microsoft a Bing, sono in larga parte specializzati nell’acquisizione delle immagini. Sono nelle loro corde le riprese aeree e satellitari e le mappe 3D. I piani di Uber dunque rispetto allo sviluppo di un proprio servizio di mappe sembrano essere piuttosto ambiziosi.

Questa acquisizione rappresenta anche un segnale di avvertimento nei confronti di uno dei suoi maggiori investitori: Google. Mountain View ha investito in Uber circa 250.000.000 di dollari, ma evidentemente non è sufficiente per convincere la compagnia americana ad affidarsi totalmente a Google Maps per i propri servizi.

Con una logica matematica più legata ad un problema di scuola elementare che a complessi meccanismi finanziari, si potrebbe dire che Uber valuta l’apporto di Google meno importante del risparmio che potrebbe ottenere sviluppando un proprio servizio di mappe. Ma chi può dire quali sono i reali rapporti fra Uber e Google e quali sono i piani di Uber per il futuro? Sarà tutto da verificare nei prossimi anni, ammesso che Uber non continui ad incassare il no dei governi per il proprio servizio