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Arduino cambia nome e diventa Genuino

Arduino cambia nome e diventa Genuino
Arduino cambia nome e diventa Genuino
Pierfrancesco Biccoli

Arduino cambia nome, in tutto il mondo eccetto negli Stati Uniti, la piccola scheda che ha rivoluzionato l’industria della tecnologia, verrà venduta con il marchio Genuino. La produzione della scheda sarà inoltre spostata negli Stati Uniti ed affidata ad Adafruit, società attiva dal 2005 nella produzione di componenti elettronici.

I motivi di questo storico cambiamento potrebbero riassumersi in una frase da film: “C’eravamo Tanto Amati”. Protagonisti i cinque fondatori di Arduino, Massimo Banzi, David Cuartielles, David Mellis, Tom Igoe e Gianluca Martino. Da tempo fra i cinque si consuma una dura battaglia legale, anzi per la verità fra i sei, perché nella contesa entra anche Federico Musto, personaggio che a suo tempo collaborò con i fondatori e che ora invece assume un ruolo importante nella contesa.

Alle origini dei dissapori fra i sei protagonisti c’è una diversa visione sulla strategia da adottare per garantire un futuro sempre più brillante alla piattaforma nota fino ad ora come Arduino.

Da un lato Massimo Banzi fondatore e volto pubblico del progetto insieme a David Cuartielles, David Mellis, Tom Igoe, dall’altro Gianluca Martino e Federico Musto. Da tempo Banzi e gli altri spingono per portare Arduino in una dimensione più internazionale, Martino invece spinge perché la maggior parte della produzione rimanga in Italia affidata alla fabbrica di Ivrea gestita dall’azienda di Martino: ex Smart Projects, almeno secondo quanto riportato dallo stesso Banzi in un’intervista a Repubblica:

“Arduino è un progetto open hardware: chiunque può fabbricarlo, i progetti e gli schemi sono online. Quello che differenzia la versione per così dire originale è la sua identità. L’essere al centro del movimento dei maker da dieci anni. E’ un brand perché ha una sua filosofia e una storia. L’hardware puro e semplice non è il centro. Ci sono diverse fabbriche che realizzano le schede Arduino in giro per il mondo. Quella di Ivrea però, che è di Gianluca, ha avuto storicamente una quota importante nella produzione. La mia idea di espandersi nel mondo cozza con la sua che teme di dover ridurre la produzione. Ma se vuoi davvero sbarcare in Cina, dove già copiano Arduino perfino con il nostro logo, non puoi farlo continuando a tenere la maggior parte della produzione in Italia”.

Per capire come la situazione sia degenerata in una contesa legale, bisogna tuttavia compiere un ulteriore passo indietro. Nel 2008 infatti Martino aveva registrato il marchio Arduino in Italia, mentre il resto dei soci lo registrava negli Stati Uniti. La storia viene raccontata da Banzi in un’intervista a Make. Nel 2014 con l’aumentare delle divergenze Smart Projects cambiò nome in Arduino S.r.l vendendo la società ad una Holding Svizzera, la Gheo SA, gestita da Federico Musto.

Così attualmente da un lato c’è Arduino LLC proprietaria del marchio in America e dall’altra c’è Arduino S.r.l che dopo essersi vista recapitare una richiesta di restituzione del marchio ha interrotto il pagamento della royalties ed ha dato il via alla contesa legale reclamando essa stessa i diritti sul marchio.

Una brutta storia in definitiva, che danneggia un prodotto che è una punta di diamante della tecnologia italiana.

In ogni caso, poiché la giustizia deve fare il suo corso ed i tempi per chiarire ogni cosa non saranno brevi, Banzi e soci hanno deciso di registrare il marchio Genuino attraverso il quale continueranno ad essere vendute le schede prodotte con la tecnologia realizzata dal team originario.

La produzione delle schede è stata affidata ad Adafruit il cui CEO Limor “Ladyada” Fried è “una delle 35 donne sotto i 35 anni che stanno cambiando l’industria della tecnologia” almeno secondo quanto si legge su “Glamour

In un breve post pubblicato sul sito di Adafruit, Limor Fried ha dichiarato:

“Adafruit e Arduino.cc hanno lavorato insieme su software opensource su piattaforme hardware per almeno 10 anni in una varietà di modi, questa espansione della partnership e della produzione è parte del nostro obiettivo comune di fare del mondo un posto migliore attraverso la condivisione di idee, codice e hardware con la nostra community. Al momento stiamo già producendo Arduino Gemma con Arduino.cc qui in New York negli stabilimenti di Adafruit, è diventato subito un top seller e stiamo guardando avanti per aumentare la nostra capacità di produzione e i nostri processi per costruire nuovi tipi di Arduino qui in USA appena possibile”

Massimo Banzi ha affidato ad una video intervista girata nel corso della Maker Fare i motivi che spiegano la difficile svolta:

[youtube https://youtu.be/hVHPsIiBVpk]

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Pierfrancesco Biccoli
@pbicco

Programmatore, viaggiatore, sportivo, di solito mi lascio appassionare da tutto ciò che ha luci colorate e tasti da premere

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