The Physical Web è il domani visto da Google

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2012

The Internet of Things è il nome che la nomenclatura moderna assegna a un mondo fatto di connessioni fra oggetti intelligenti, la rete e l’ambiente che li circonda.
Di questo mondo fa per esempio parte Nest il termostato in grado di regolare la temperatura della casa sulla base delle vostre abitudini di vita.
Fa parte di questo mondo anche Sen.se Mother la Matrioska in grado di avvertirvi quando i vostri figli rientrano a casa da scuola.

Notion che con i suoi sensori è in grado di comunicarci se abbiamo lasciato le luci accese e ancora Crock-Pot la pentola che cucina quando non ci siete, e ancora Porkfolio e Nixie e PlayBulb.

Se siete assidui lettori di TStyle sapete già cosa vuol dire Internet Of Things e anche se non lo sapete avete già capito che viviamo in un nuovo capitolo della storia del mondo. Un capitolo in cui oggetti intelligenti connessi ad altri oggetti intelligenti formano una rete di conoscenza tale da dare luogo e forma a quel concetto altrimenti vaporoso che prende il nome di Internet Of Things.

The Physical Web

Internet Of Things è una novità ma non lo è così tanto se paragonata a ciò che Google immagina per noi. Il progetto si chiama The Physical Web e rappresenta l’ulteriore evoluzione dell’Internet of Things.

Allo stato attuale, comunemente, ciascun oggetto appartenente all’Internet of Things dispone di un App specializzata in grado di interfacciare gli oggetti con l’uso che le persone intendono farne nel quotidiano. In altri termini per poter utilizzare i nostri oggetti intelligenti abbiamo bisogno di App specializzate, una per ciascuna periferica da controllare.

The Physical Web rappresenta un’ulteriore specializzazione del concetto di connessione. Secondo Google è possibile inventare uno standard in cui non è necessario scaricare un App diversa per ciascun oggetto da utilizzare, ma è invece possibile creare un ecosistema di oggetti che aderiscono ad un unico standard e che non hanno bisogno di app per essere utilizzati.

Un mondo interconnesso

Così ad esempio potremmo parcheggiare la nostra auto in garage e una notifica potrebbe arrivare sul cellulare quando il nostro tagliando orario sta per scadere. Potremmo visualizzare sul display l’arrivo del prossimo autobus quando siamo in prossimità di una fermata. Potremmo accendere il forno di casa qualche minuto prima del rientro e così via. Tutto senza dovere scaricare una particolare App per queste operazioni ma utilizzando un unico standard.

Infine ciascuno dei nostri device potrebbe essere utilizzato semplicemente attraverso un sensore di prossimità. Immaginate di poter pagare il rifornimento di benzina semplicemente avvicinando il cellulare alla pompa, oppure al supermercato e così via.

Internet of Things è già una realtà. Cisco prevede oltre 50 miliardi di dispositivi connessi alla rete entro il 2020. Per il Physical Web dovremo aspettare ancora qualche tempo ma probabilmente meno di quanto possiamo immaginare.

Foto by  Betsy Weber  (CC BY 2.0)